Dialogo con l'elusiva scrittura
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Nell’ampia visuale entro cui distende e dirama i suoi suggerimenti, la poetica di Piero S. Costa trova qui assonanze motivazionali (e non si tratta soltanto di una ricerca tra possibili affinità elettive da parte di un poeta a cui la metafora allusiva di matrice medioevale è connaturato riflesso dialettico del verso) con la più antica tra le poetesse provenzali, Azalais De Porcairagues. Se Costa trae dal chiaroscuro di un canto certo in gran parte genetico per la nostra cultura (l’ormai pressoché sicura attribuzione del Fiore a Dante è forse la maggiormente significativa e autorevole sutura tra il Roman de la rose e le vicende della poesia italiana duecentesca), chiamando in causa ora Jofré Rudel, ora Azalais, è il segno fenomenologico di una imprescindibilità progettuale, non un colorito riferimento al fascino arcano di una lontana epoca. Nelle sue opere - è sempre la rilettura a darne nitida conferma – (...)
Rodolfo Tommasi
- Pubblicazione
- 5 luglio 2012
- Formato
- Cartaceo
- Categorie
- Poesia
