In punta di penna… voglio dire addio
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No, non come Narciso, anzi, all'opposto. Nicoletta Di Cecio trasfonde nel verso la sua immagine, ma non si aspetta, dal riflesso, una condizione di reciproco idillio, la blandizie di un consenso al trepido stato sospensivo del sentimento che vi distilla, né tantomeno una manifesta pietas: nel verso, l'autrice cerca un scabra, essenziale e magari tagliente complicità progettuale, quasi dicesse: "ecco, ti affido gli umori finora inviolati e inviolabili della mia voce intima, degli echi che esistenzialmente si radicano in essi e li affollano e li comprimono: restituiscili a un nitore d'animo nell'involucro trasparente di una loro infine chiara coscienza, e non temere di accompagnarli con la crudezza della verità".
Rodolfo Tommasi
- Pubblicazione
- 7 giugno 2009
- Formato
- Cartaceo
- Categorie
- Poesia
